domenica 31 gennaio 2016

Il Libro della Giungla 2 (The Jungle Book 2)



Anno 2003

lungometraggio DisneyToon distribuito al cinema

fonte: la tana del sollazzo
Il 2003 fu il primo anno senza Classici. Da Il Pianeta del Tesoro a Koda Fratello Orso passarono più di 12 mesi e la Disney si vide costretta a interrompere quella piacevole consuetudine che vedeva uscire nei cinema ogni Natale un film della Disney Feature Animation. Gli ultimi anni della gestione Eisner furono infatti caratterizzati da scelte discutibili, come quella di abbandonare definitivamente l'animazione tradizionale o di chiudere gli studi di Florida. Eisner se ne sarebbe andato di lì a poco, non senza lasciare una pesante impronta sul panorama Disneyano che d'ora in poi avrebbe seguito il trend delle commediole in 3d, su cui la Dreamworks tanto stava puntando. Tra progetti cancellati, altri modificati e altri ancora messi forzatamente in produzione avvenne così il caos che causò il vuoto del 2003, prontamente riempito con altri prodotti che fino a quel momento erano considerati secondari nell'ambito della vasta produzione Disney. Tanto per cominciare Finding Nemo che in virtù dei grandi incassi fatti in madrepatria divenne qui in Italia il nuovo film di Natale, soffiando alla Feature Animation il ruolo di pezzo forte della Disney. Ma la Pixar non bastava a riempire uno spazio che negli ultimi anni era stato occupato da un considerevole numero di lungometraggi prodotti ormai al ritmo di due Classici all'anno. Arrivò così la grande occasione per la sezione lungometraggi della Disney Television che in quell'anno uscì per ben due volte al cinema rispettivamente a Pasqua con Il Libro della Giungla 2 e a settembre con Pimpi Piccolo Grande Eroe.
E' incredibile che abbiano aspettato così tanto per fare un autentico sequel de Il Libro della Giungla visto che già due serie televisive erano state prodotte negli anni passati con gli stessi personaggi. C'era stato l'assurdo Tale Spin, in cui un Baloo pilota, uno Shere Kan affarista e un Luigi barista venivano calati in un contesto di animali totalmente antropomorfi, e l'insipidissimo Cuccioli della Giungla, che proponeva le versioni baby dei personaggi, ambientate in un improbabile passato in cui erano tutti amici. A quest'ultima serie erano state dedicate anche un paio di compilation su vhs, che intervallavano gli episodi con interstials in cui un Baloo adulto (e gommoso) rimembrava il passato.
Non si può certo dire che Il Libro della Giungla 2 meriti l'onore di apparire sul grande schermo quanto Return to Neverland. Pur essendo qualitativamente molto superiore ai prodotti che contemporaneamente stavano uscendo per il circuito domestico, dominato da lungometraggi a basso costo come Il Gobbo di Notre Dame 2 o compilation spacciate per film come Topolino e i Cattivi Disney e Tarzan & Jane, il film sembra risplendere più per il confronto impietoso con questi ultimi titoli che per il suo valore intrinseco. Il problema di Jungle Book 2 è infatti la trama assolutamente inconsistente e inconcludente che vede Mowgli venir colto da un attacco di nostalgia per la giungla, con conseguente fuga e reincontro dei vecchi amici. E infatti il film è tutto una grande operazione nostalgia più degli animatori che dei personaggi, che si ritrovano a venir sballottati di qua e di là da un luogo all'altro della giungla senza che nella storia avvenga niente di considerevole. Quel che ne deriva sono una settantina di minuti in cui i personaggi si perdono e si reincontrano vagando senza meta e incontrando vecchi amici alla rinfusa fino a che non si accorgono che è tardi ed è ora di andare all'appuntamento con Shere Kan per la battaglia finale. Oltre al vecchio cast sono ora presenti nuovi personaggi come un avvoltoio schizzato quanto inutile alla storia e doppiato da Phil Collins, il fratellino di Mowgli caratterialmente identico al fratellino di Jane in Peter Pan 2 e soprattutto Shanti che nel primo film si intravedeva nel finale e qui assurge al ruolo di coprotagonista. Ma per il resto niente è cambiato, i personaggi ci sono ancora tutti, non hanno mutato assolutamente i loro comportamenti e cantano anche le stesse canzoni del primo film. La struttura a incontri poi ricalca non poco il Classico finendo per far assomigliare Il Libro della Giungla 2 più a un remake che un sequel. L'unico personaggio assente è Re Luigi, di cui si dice solo che ha abbandonato il tempio, permettendo così a Baloo di trasformarlo nel luogo di ritrovo per i nullafacenti della giungla. L'assenza di Luigi non è chiara, c'è chi dice che è per una questione di diritti, visto che il volto del personaggio era stato modellato ad immagine e somiglianza di un cantante realmente esistente, ma è una teoria non confermata che convince molto poco. La colonna sonora del film è molto controversa, e presenta in gran parte le stesse identiche canzoni del primo film, come Colonel Hathi's March e I Wanna Be Like You ascoltabile nei titoli di coda in una reinterpretazione ad opera degli Smash Mouth (in italiano le Lollipop). E ovviamente non può mancare The Bare Necessities che Baloo torna a cantare nel corso del film in ben tre occasioni.
E, strano ma vero, ci sono anche due canzoni nuove: la prima è Jungle Rhythm, la canzone di Mowgli, strepitosa, ma da ascoltare assolutamente in originale dal momento che nell'adattamento italiano perde molta della sua bellezza. La seconda è invece assurdamente disarmonica e con un motivetto scialbo che non si capisce bene dove vada a parare. Si tratta dello spettacolo messo su da Baloo e altri animali nel tempio di Luigi, Wild, sequenza visivamente scatenata e in cui il disegno e l'animazione raggiungono il massimo. Right Where I Belong, canzoni che si presume essere di Shanti, è stata invece tolta dal film e relegata ai titoli di coda, dopo la cover degli Smash Mouth. Peccato che in Italiano questa canzone sia completamente assente per colpa delle Lollipop che con la loro cover si dilungano troppo e finiscono per mangiarsi il poco spazio rimasto. Andrebbe citata anche I Got You Beat, canzone tagliata che avrebbe dovuto stare al posto di Jungle Rhythm, e che è possibile ascoltare tra gli extra del dvd.
Il comparto grafico del film è qualcosa d'incantevole. Alcuni personaggi sono realizzati in modo assolutamente sublime, come la scimmia dai capelli biancastri, ex-spalla di Luigi, che riesce ad essere persino superiore all'originale. Un altro personaggio degno del film originale è Shere Kan, che si contende con Baloo il titolo di personaggio meglio realizzato. Baloo è infatti caratterizzato a meraviglia, e finisce per rubare letteralmente la scena a Bagheera, che nel film ha un ruolo già di per sé risicatissimo. Qualche problemino ancora con gli umani, non eccellenti, ma tutto sommato accettabili, eccezion fatta per Ranjan, il fratellino di Mowgli, dalle animazioni estremamente gommose e detestabili. Sfondi e colorazioni degne di un classico, con una giungla lussureggiante resa benissimo per quanto diversissima da quella vista nel '67, in quanto priva dell'effetto matitoso tipico della tecnica Xerox che era stata invece mantenuta per T Come Tigro.
A dispetto della trama debole però, furono le belle animazioni ad essere ricordate. Il film ebbe un buon successo quindi, che gli fece guadagnare il titolo di Classico onorario sulla cover del dvd italiano, cosa già accaduta per T Come Tigro. Ormai i tempi erano maturi perché questo team di autori cominciasse a venir considerato una realtà distinta dal reparto adibito alle serie televisive. Sul finire dei titoli di coda de Il Libro della Giungla 2 compariva per la prima volta il nome con cui questi studios di Burbank - Sydney - Tokyo si sarebbero identificati d'ora in poi. Erano nati i Disney Toon Studios.

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DVD -  Il Libro della Giungla 2

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